Scopri i benefici dei grani antichi per la tua salute e consigli pratici per inserirli nella tua dieta quotidiana.
Cosa sono i grani antichi
I grani antichi sono varietà di cereali coltivate per secoli prima della rivoluzione agricola industriale o “rivoluzione verde”, avvenuta a partire dalla seconda metà del Novecento e con la quale ha avuto inizio l’industrializzazione dei grani e la loro selezione genetica con lo scopo di creare grani più produttivi in grado di dare origine a farine forti che dessero tempi di lavorazione più rapidi.
I grani antichi non hanno subito modificazioni genetiche da parte dell’uomo e conservano valori nutrizionali unici: glutine più digeribile, ricchezza di fibre, vitamine e sali minerali ed un sapore unico.
Tra i più conosciuti in Italia troviamo: Senatore Cappelli, Verna, Iermano (segale), Russello, Timilia (Tumminia), Farro monococco (il pù antico) e dicocco, Gentil Rosso, Perciasacchi, Jervicella, Khorasan (Kamut®).
Il più comune, il grano Senatore Cappelli, è apprezzato per la sua qualità nutrizionale e organolettica. Recentemente rivalutato grazie all’interesse crescente per i prodotti alimentari tradizionali e di alta qualità. Questo grano è utilizzato per produrre diverse specialità italiane, come la pasta, il pane e i biscotti.
Benefici nutrizionali dei grani antichi
Integrare i grani antichi nella dieta significa:
- abbassare l’indice glicemico dei pasti;
- assumere più fibre, utili per intestino e senso di sazietà;
- arricchire l’alimentazione con magnesio, ferro, potassio e fosforo;
- migliorare la digeribilità del glutine rispetto ai grani moderni.
Grani antichi e salute: patologie e disturbi in cui possono aiutare
Sempre più studi e testimonianze di pazienti indicano che i grani antichi, se inseriti correttamente nella propria dieta quotidiana, possono essere utili in presenza di:
- Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) → miglior tolleranza digestiva.
- Sensibilità al glutine non celiaca (NCGS) → alcuni pazienti riportano meno gonfiore e dolore addominale.
- Diabete e insulino-resistenza → effetto positivo grazie al basso indice glicemico.
- Obesità e sovrappeso → le fibre favoriscono sazietà e controllo della fame.
- Colesterolo e trigliceridi alti → miglioramento del profilo lipidico.
- Reflusso e gastrite → alcuni soggetti riferiscono minore irritazione.
- Patologie autoimmuni e infiammatorie croniche → presenza di antiossidanti e polifenoli.
⚠️ Attenzione: i grani antichi non sono adatti ai celiaci, perché contengono glutine. In questi casi vanno preferiti pseudocereali naturalmente senza glutine, come quinoa, amaranto e grano saraceno.
Grani antichi: testimonianze e trend in crescita
Secondo Coldiretti, le superfici coltivate a grani antichi in Italia sono in costante aumento, soprattutto in Sicilia, Calabria, Puglia e Toscana.
Nei forum e sui social, pazienti con problemi digestivi e metabolici raccontano esperienze positive:
- meno gonfiore addominale,
- digestione più leggera,
- più energia durante la giornata.
Questi dati confermano che i grani antichi stanno diventando sempre più una scelta di salute, non solo di gusto.
Come inserire i grani antichi nella tua dieta
Ecco alcuni consigli pratici per introdurre i grani antichi:
- preferisci pasta e pane da farine macinate a pietra;
- scegli prodotti biologici e integrali per preservare nutrienti e fibre;
- abbinali a legumi, verdure e proteine magre per pasti completi e bilanciati;
- inizia gradualmente, sostituendo cereali raffinati con alternative più nutrienti.
Conclusioni
I grani antichi rappresentano un patrimonio alimentare e culturale che può diventare un prezioso alleato per la salute. Non sono una cura, ma un tassello fondamentale di una dieta equilibrata, soprattutto per chi soffre di disturbi digestivi, metabolici o infiammatori.
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